Anni di sacrifici e di sofferenze. Mente e fisico messi a dura prova per quasi vent’anni.
Due genitori che hanno dovuto affrontare problemi più grandi di loro, condizionati nella quotidianità e nei progetti futuri. Umiltà, forza d’animo e spirito di sacrificio li hanno accompagnati in ogni momento difficile. Non hanno mai mostrato un cedimento, andando sempre avanti a testa alta e con dignità.
In una famiglia numerosa, il figlio più piccolo diede loro, fin dalla nascita, non solo gioia ma anche il "sapore nuovo" della sofferenza, del coraggio e della speranza. Tante preoccupazioni all’inizio, seguite dall'attesa di un futuro migliore.
Lunghe ed estenuanti sono state le lotte di una madre per alleviare le sofferenze fisiche e psicologiche di un figlio che sgomitava per avere un’infanzia e un’adolescenza normali, come quelle dei suoi coetanei. Accanto a lei, un padre sempre presente, capace di fare l’impossibile per non far mancare nulla.
Insieme, hanno saputo fondere le proprie diverse concezioni del mondo in un sistema di gestione familiare solido, che ha permesso loro di superare uniti i momenti più bui. Un peso enorme sulle loro spalle: sei figli da crescere — uno dei quali con gravi problemi di salute — un solo stipendio, una casa e un terreno conquistati dopo anni di fatiche. È difficile immaginare quanto tempo abbiano potuto dedicare a se stessi; per loro esisteva un unico scopo: migliorare la vita e il futuro dei figli, a costo di sacrificare la propria. Qualcosa di unico e magnifico: donarsi interamente per il bene della famiglia.
Spesso, per noi figli, è facile esaltare un genitore e screditare l’altro, oppure soffermarci solo sui loro difetti caratteriali. Dovremmo invece comprendere che dietro certi atteggiamenti criticabili possono celarsi motivazioni profonde che la nostra inesperienza non ci permette di interpretare. Dobbiamo apprezzare il sacrificio e l’amore ricevuto, senza permettere che piccoli attriti logorino il nostro animo allontanandoci dall'orbita familiare.
Quanta sofferenza nella mia vita... ma quanta ricchezza ne ho tratto. Umiltà, amore, devozione: esempi che fortificano e danno la forza di andare avanti. Ringrazio il Signore per questa prova, perché solo attraverso di essa ho potuto assaporare l’amore vero di una famiglia. La superficialità non mi è mai appartenuta; i valori sono stati la struttura portante di un progetto più grande: la mia crescita morale e spirituale come uomo.
Dopo anni di prove, è giunto il giorno che ha coronato ogni speranza.
12 aprile 1989: la rinascita.
Grazie all’aiuto del Signore e al gesto immenso di mio padre, ho potuto assaporare la libertà. Sì, la vera Libertà! Quella fisica e mentale che mi era mancata, incatenato com'ero a forme di autopregiudizio sociale a causa della salute.
Mio padre ha donato una parte di sé per il mio bene. Un atto grande, unico e ineguagliabile; un gesto di solidarietà e amore che solo chi lo compie e chi lo riceve può comprendere appieno. Oltre ai miei genitori, ringrazio i miei fratelli e la mia magnifica sorella per la loro costante presenza. Ci sarebbero infiniti dettagli da raccontare, ma appartengono alla ricchezza intima della mia storia ed è giusto che restino tali.
Amore, sacrificio, dono e speranza per una profonda rinascita… non vi è nulla di più bello.
Tutto il resto è solo vita.
Massimo









