domenica 5 gennaio 2014

L'Arrogante

Creatura ermetica, incapace di un confronto aperto, l'arrogante indossa la maschera della superiorità per nascondere — e prima ancora per non riconoscere — le proprie debolezze. 

Vive nel timore costante di essere controllato o dominato.

In una conversazione, la persona arrogante è talmente accentrata su di sé da non accorgersi di quando l'interlocutore, in realtà, la stia prendendo in giro. 

Spesso basta fingere di non comprendere un concetto semplice per osservare come l'arrogante faccia l'impossibile pur di ribadire, spiegare e dimostrare la propria presunta superiorità.

L'arroganza è il modo peggiore per celare l'insicurezza e una vacua convinzione di sé.

Chi è arrogante distrugge lentamente la propria interiorità, finendo per fare "piazza pulita" intorno a sé. 

Tra altezzosità, prepotenza e collera, vive in uno stato di negazione perenne: non riesce a donare né a esprimere i sentimenti che una situazione o una relazione richiederebbero.

 

sabato 2 novembre 2013

Miseria d'Animo



La miseria d’animo spesso è vista come prerogativa di chi possiede e non dona.

Del ricco si dice che abbia l’animo misero perché incapace di donare, mentre del povero che abbia l’animo nobile perché conosce il sacrificio e la sofferenza, ed è quindi capace di dare anche quel poco che possiede.

Spesso quanto detto per il ricco corrisponde a verità, perché la ricchezza e il possesso rendono emotivamente aride le persone, poco altruiste e incapaci di dare un senso umano e spirituale alla vita. Il materialismo e il possesso di beni rendono diversi dagli altri; si tende ad appartenere a una determinata categoria di persone e a un mondo diverso.

Differenze sociali che portano, in taluni casi, a differenze culturali. Differenze che spesso non giustificano comportamenti poco sensibili verso i più bisognosi…

Tralasciando l’aspetto puramente materialistico, la miseria d’animo può assumere anche caratteristiche differenti: ad esempio, può essere intesa come l’incapacità individuale di alcuni soggetti nel rapportarsi con il mondo esterno.

Il portatore d’animo misero è coscientemente vittima di paure remote che lo inducono a non creare stretti rapporti con il prossimo. Si limita a osservare, senza alcuna iniziativa personale verso i problemi che non lo riguardano direttamente. Se espressamente coinvolto da qualcuno su problematiche di diversa natura, cerca soluzioni tali da evitare ogni suo coinvolgimento diretto; pertanto, le soluzioni da lui proposte non sono mai dirette ma, nella maggior parte dei casi, hanno un senso più generale e indiretto.

Chi è povero d’animo è una persona prevalentemente sola, con qualche conoscente e pochi amici; amici che egli frequenta senza alcun coinvolgimento e che considera solo come mezzo di appartenenza per non sentirsi solo.

Il povero d’animo è attento alle problematiche della vita ma non interviene mai direttamente; ha mille motivazioni o scuse per non fare e per non dire.

Il povero d’animo può sembrare una persona fredda, ma in realtà non lo è. Egli è avvolto da una corazza fatta di timori e paure. La sua chiusura verso tutto quello che è al di fuori della sua vita lo limita e gli impedisce di essere veramente se stesso. In tal senso, può sembrare timido e introverso, ma allo stesso tempo arrogante e scontroso.

Bisognerebbe scalfire le sue primordiali paure verso la vita e le origini delle cause che l’hanno portato a indossare la maschera del perfetto incompreso.

Scardinare la struttura introversa del suo mondo è un'impresa difficile, ma isolarlo significa spingerlo nell’oblio del proprio “io”. Avrebbe bisogno di continui e progressivi stimoli esterni che lo coinvolgano inizialmente solo marginalmente, per non creare in lui inutili paure e vie di fuga. Andrebbe valorizzato e incoraggiato e, comunque, mai lasciato solo….

Chi ha l’animo nobile aiuta chi ha l’animo misero…

Il povero che aiuta il ricco….



L'Insoddisfazione



La nostra vita è fatta di tanti piccoli gesti, spesso automatici e compiuti senza che ce ne rendiamo conto. Riusciamo a essere superficiali in quello che diciamo o facciamo, semplicemente perché sono cose per noi scontate.

Questo nostro modo di fare, però, ha un peso fondamentale nella nostra crescita sociale, psicologica e spirituale. La nostra vita è attraversata da varie fasi, ognuna conseguenziale all’altra; pertanto, questi nostri atteggiamenti influenzano positivamente o negativamente l’intera esistenza.

La nostra insoddisfazione nasce proprio dall’incapacità di vedere e apprezzare concretamente ciò che ci circonda. Dare il giusto valore alle cose che abbiamo e alle persone a noi vicine renderebbe tutti noi più ricchi d’animo e più altruisti.

L’uomo sembra essere spinto verso il futuro, il nuovo e quello che verrà… forse fa parte della nostra natura. Tuttavia, non siamo in grado di vivere serenamente i nostri giorni perché aspiriamo sempre a qualcos’altro.

A livello materiale, il nuovo per noi è già vecchio. Le tecnologie ci spingono a un cambiamento continuo: proviamo soddisfazione solo se possediamo l’ultima versione di un oggetto, convinti che ci faccia sentire migliori o, stupidamente, superiori agli altri. In generale, tendiamo a stancarci della solita routine, del lavoro e delle sue procedure costanti, della quotidianità, dei soliti locali e, spesso, anche delle solite persone.

Spesso il successo di qualcun altro è vissuto come un nostro insuccesso. Non vediamo più chi siamo, ma ci affatichiamo per non apparire inferiori agli altri. Non siamo più capaci di apprezzare ciò che abbiamo e non sappiamo più riconoscere la semplicità delle cose per amarle così come sono.

L’insoddisfazione è il riconoscimento del nostro insuccesso e della nostra incapacità di essere noi stessi e d’animo libero.

Il Valore della Vita



Omicidi in guerre di mafia

Omicidi di innocenti in guerre di mafia

Omicidi di familiari innocenti per vendetta in guerre di mafia

Omicidi per gelosia

Omicidi per soldi

Omicidi per estorsione

Omicidi per droga

Omicidi per futili motivi

Omicidi legalizzati dalle guerre internazionali

Omicidi di massa e di natura razziale

Omicidi per religione

Omicidi per fame

Omicidi di extracomunitari e della loro speranza

Omicidi di piccoli indifesi

Omicidi…

Chi compie tale atto non ha alcun concetto né senso della vita. Per questi soggetti, la vita vale meno del nulla.

Quello che più spaventa, però, è la profonda indifferenza tra la gente. Guardiamo tali avvenimenti con occhi di osservatori distratti, per poi andare avanti con la nostra esistenza come se nulla fosse. Per molti di noi, sono solo chiacchiere da bar.

Dov’è il valore della vita in tutto ciò?

Andrebbero condannati non solo coloro che compiono tali atti, ma anche coloro che guardano con occhi velati, senza mai esporsi con fatti o parole concrete.

Dobbiamo modificare la nostra coscienza ed essere più attenti ai valori umani. Ogni omicidio nasce sempre da una sola e apparente "verità": il desiderio di possesso verso qualcosa, qualcuno o il dio denaro. Dobbiamo renderci conto, però, che alla fine tutti lasceremo questa vita e nulla ci sarà concesso di portare con noi. Pertanto, accumulare beni e denaro, o legare a sé qualcuno contro la sua volontà, è solo una forma di egoismo e di inutile crudeltà.

Non sprechiamo la nostra vita stupidamente…