Il rifiuto, il non essere accettati o la percezione di una diversità rispetto all’apparente normalità degli altri, rappresentano la nostra paura più primordiale; un timore che ci spinge spesso a comportamenti che snaturano la nostra vera libertà e personalità. Viviamo un isolamento interiore e un senso di colpa verso noi stessi per il semplice motivo che tendiamo a chiuderci, evitando di aprirci completamente. Siamo infatti coscienti che raccontare la verità — che venga accettata o meno — può portare allo scontro, all’allontanamento e alla solitudine.
Nella coppia vogliamo a tutti i costi conservare la nostra autonomia di individui pensanti, con libertà di agire, talvolta pensando egoisticamente solo a ciò che è giusto per noi. È sacrosanto non snaturarsi e preservare i propri spazi, ma è altrettanto giusto condividere le scelte e gli avvenimenti che ci accomunano. L’unione è sinonimo di responsabilità reciproca, non individuale.
Aprirsi, anche con il rischio di non essere compresi, è fondamentale. Non si deve aver paura di esprimere sentimenti, pensieri e opinioni. Gli "scheletri nell’armadio" impediscono di vivere sereni: è meglio affrontarli subito, prima che sia troppo tardi. Altrimenti, si finisce per vivere nella menzogna, trasformando il rapporto in una farsa consapevole che, col tempo, conduce alla sfiducia e alla rottura. La chiarezza fin dall’inizio è l'unica via per un rapporto sano, dove la libertà di essere se stessi non sfocia nell'individualismo, ma nella partecipazione.
Nel mondo del lavoro le dinamiche cambiano: il rapporto si basa sulla fiducia professionale e solo raramente su quella personale. Aprirsi è concesso solo con i colleghi più affini, ma sempre entro certi limiti: esiste una soglia necessaria che divide la sfera privata da quella professionale.
Tra amici, invece, entrano in gioco meccanismi più antichi, legati al nostro passato e a una libertà più incondizionata. Non vi sono legami che impediscano di esprimere le proprie scelte o che costringano a nascondere la verità. Nelle amicizie vere — forti, leali e durature — le motivazioni che portano a celare la verità decadono. Proprio perché si tratta di rapporti storici, riusciamo a essere noi stessi: l’amico o l'amica sono, da sempre, i nostri confidenti naturali.
La differenza tra l'amico e il compagno di vita è sottile ma fondamentale. L’amico rappresenta la spensieratezza di un momento e, a volte, la valvola di sfogo per le tensioni con il partner. Il compagno o la compagna, invece, oltre a essere il confidente assoluto per le questioni più intime, è colui o colei con cui si pianifica il futuro attraverso scelte condivise, al riparo da condizionamenti esterni.
In conclusione, le verità nascoste sono sempre un danno: prima di tutto per se stessi e, di riflesso, per i rapporti con gli altri.
Nessun commento:
Posta un commento