Città assediata dalla speculazione territoriale da parte della grande industria.
Altro nostro "flagello" è la Marina, proprietaria di gran parte del territorio: si guardino il vecchio arsenale, l'arsenale nuovo e altri terreni occupati, in alcuni casi non più utilizzati da diverso tempo. La Marina ha così scippato a Taranto buona parte della costa cittadina.
A Taranto esiste l'iperporto commerciale, ma manca un aeroporto! Un aeroporto che invece è presente a Grottaglie, cittadina bella e ricca di artigianato (le ceramiche) della provincia, ma mai decollato per contrasti sia di natura concorrenziale sia politica (vedi gli aeroporti di Bari e Brindisi). Su tutte le varie scelte commerciali, di investimento sul territorio e imprenditoriali, Bari, Brindisi e Lecce fanno da "padroni", lasciando Taranto come fanalino di coda. Ma, come avevamo già accennato, questo accade anche a causa dell'incapacità della nostra classe politica.
Taranto viene definita la "città dei due mari" perché bagnata dal Mar Grande e dal Mar Piccolo. Ha un bellissimo lungomare, tra i più belli d'Italia, una favolosa villa comunale (Villa Peripato) e il Castello Aragonese, ricco di storia, fiancheggiato dal canale navigabile sovrastato dal Ponte Girevole, unico al mondo per le sue caratteristiche. 
La Città Vecchia, con i suoi colorati pescherecci ormeggiati sulla costa del Mar Piccolo. Sulla costa opposta, quella che affaccia sul Mar Grande, un tramonto unico che, a seconda delle stagioni, toglie il fiato. Taranto è una città ricca di locali, pizzerie e ristoranti dalla cucina tipica, a base di pesce fresco, latticini e ottime verdure.
Sempre a Taranto venivano coltivate le famose "cozze tarantine", invidiate in tutta Europa. Cozze di elevata qualità e sapore, coltivate nel Mar Piccolo grazie alla presenza di diverse sorgenti di acqua dolce (i citri) che creavano l'equilibrio ideale per la fauna marina. Ma anche questo patrimonio è stato intaccato dall'inquinamento del Mar Piccolo, per la presenza di un alto tasso di diossina. Ora si pensa di spostare la coltivazione delle cozze nel Mar Grande.

Eppure, con spirito di responsabilità da parte di tutti, in comune accordo tra cittadini, politici e industriali, Taranto potrebbe essere una città più vivibile e accogliente. Basterebbe che la grande industria (Ilva, Cementir...) investisse, una volta per tutte, sia su sistemi per abbattere l'inquinamento prodotto dai loro impianti, sia sulla bonifica stessa del territorio.
L'Agip dovrebbe fare la stessa cosa e, vista la sua forte presenza, dare anche la possibilità — con un accordo politico locale — di creare convenzioni con il Comune e i cittadini per una riduzione dei costi del carburante. La Marina Militare, storicamente presente su buona parte del territorio, potrebbe, come forma di ringraziamento per l'ospitalità che i tarantini hanno sempre dimostrato, contribuire a rendere la città più ordinata e presentabile, dando più respiro al territorio e cedendo parte delle sue proprietà non più utilizzate.
È chiaro che i politici locali e l'amministrazione comunale non devono stare a guardare e aspettare che qualcosa accada. Tali figure pubbliche dovrebbero rappresentare l'espressione e la volontà dei cittadini, perché è proprio grazie a essi che ricoprono il proprio ruolo. Se vi è capacità, i nostri politici non devono più pensare a salvare la propria poltrona e gli interessi di pochi, ma devono lottare e spingere ai massimi livelli verso un percorso costruttivo di cambiamento per una città migliore, più sana, pulita e con presupposti per una crescita occupazionale. Diciamo basta agli accordi con l'industria che sa solo minacciare licenziamenti! Deve essere l'industria a preoccuparsi: se non rispetta il territorio e i suoi cittadini, deve andarsene a inquinare da qualche altra parte.
Ci vogliono solo voglia e coraggio per un cambiamento necessario per il bene di tutti i tarantini. Se la grande industria vuole restare a Taranto, si deve adeguare ai tarantini e non viceversa, con tutti i suoi veleni. Altrimenti Taranto, accompagnata da una classe politica adeguata, con l'appoggio di uno Stato volenteroso e il supporto di tutti, potrebbe vivere benissimo anche senza la grande industria.
Taranto è una città stupenda, con sole e mare meravigliosi, territorialmente strategica per l'import-export e un litorale favoloso con lunghissime spiagge dalla sabbia fine e bianca, mai sfruttate adeguatamente dal punto di vista imprenditoriale. Una provincia da amare! A livello turistico e architettonico, infatti, ha poco da invidiare ad altre località più blasonate.
Taranto potrebbe vivere tranquillamente (con le persone e le idee giuste) solo di turismo, agricoltura, artigianato e piccola industria a basso impatto ambientale. 
